Napoli

Son seduto sul treno che mi sta riportando a casa, attorno vi è molto rumore, due signore sedute davanti me sparlano di alcuni gruppi su gruppi Whatsapp, il sole davanti a me, che tramonta.

I colori sono da brividi, un arancione che illumina la carrozza fa si che il tutto diventi quasi magico. Ho la pancia piena di parmigiana e mozzarella di bufala presi in una salumeria in via Chiaia.

Sono stati due giorni pieni di emozioni, in cui ho rivalutato una città che , purtroppo, ogni volta, mi lasciava sempre con un ricordo, non negativo, ma quasi. Questa volta, qualcosa è cambiato.

La compagnia

VINCENZO

19 ANNI. GLI PIACE VIVERE NEL PASSATO, È UN VECCHIO CLASSICONE CHE FATICA A SEPARSI DALLE COSE, GUIDA UNA FIAT 127 ED UNA VESPA LA QUALE CI HA ACCOMPAGNATO PER TUTTA LA CITTÀ, PER ME , UN FRATELLO MANCATO.

Il viaggio

Son partito da Scalea (cs) alle 8:34 del mattino con l'intercity 550 Diretto verso Napoli, il mio posto è il 43, carrozza numero 7, lato corridoio, l'unico disponibile.

I miei vicini sono una coppia di Brasiliani diretti verso Roma, ed una ragazzina, 16anni massimo, che non si è mai staccata dal suo telefonino, perdendosi tutto il paesaggio che quel treno ha da offrire. A volte mi chiedo chi me lo faccia fare, poi mi rendo conto di quanto sia bello viaggiare, vivere.

Arrivo a Napoli alle 11.15 con 15 minuti di ritardo.
Chiamo Vincenzo per sapere dove si trovasse, mi dice di essere vicino alla Feltrinelli, esco e subito vengo avvicinato da un venditore di accendini, non il migliore degli arrivi, considerando le mie disavventure in quella città. Lo vedo, li, con il casco sotto braccio, lo stringo forte a me e le prime parole verso di lui furono "Per favore, andiamo a farci un giro fuori città"
Al contrario mi porta verso il centro parcheggia e camminiamo, non ricordo il luogo preciso, fatto sta che camminando ci siam ritrovati vicino piazza del Plebiscito dove incontriamo lui...

IL GIRO DEL MONDO
IN BICICLETTA

ROBERTO

Anni 30, Laureato. Ha deciso di mollare tutto e partire in giro per il mondo con 500 euro in tasca, vendendo foto e regalando abbraccci.

Un pazzo furioso, uno spirito libero che non ha paura di mettersi in gioco. È diretto verso la sicilia e partirà da Napoli nei primi giorni del 2019 gli ho proposto di fermarsi nel mio paese d’origine, Praia a mare per vedere le meravilgie naturali che ha da offrire, come l’arco Magno, o semplicemente l’isola di Dino. Se devo, sono disposto ad ospitarlo, tra sognatori bisogna aiutarsi, sempre.

Gli chiedo di mostrarmi le sue foto per supportarlo durante questo pazzo viaggio, ne prendo una, anzi, due e lo saluto, sperando un giorno di rivederlo.

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Torniamo alla vespa, per dirigerci verso l’isola della Gaiola. L’isola della Gaiola è un tesoro nascosto, noto soprattutto per la fama leggendaria di luogo maledetto. Si tratta di una delle isole minori presenti tra le acque del Golfo di Napoli. Si trova di fronte a Posillipo, al centro del Parco Sommerso di Gaiola, un’area protetta dell’estensione di circa 42 ettari. Un posto il quale avevo sempre desiderato vedere. Arriviamo alla spiagietta prima dell’entrata e subito veniamo avvolti da un Atmosfera quasi surreale per quel luogo, una pace assoluta interrota solo dal suono di un ragazzo con la chitarra in riva al mare, sullo sfondo, il Vesuvio.

Per nostro dispiacere troviamo l’ingresso chiuso, ma poco importa le senzazioni di quel luogo sono più che sufficenti per appagare la mia mente. Lungo la strada per tornare al nostro mezzo incontriamo altri pazzi, vestiti solo del loro costume da bagno intenti a tuffarsi in acqua, il 27 Dicembre….

Un Rumore strano Proviene dallo stomaco, la fame avanza, ci Dirigiamo verso il centro alla ricerca della cosa più tipica di Napoli, esatto, un Kebabbaro all’interno di un locale piccolissimo dove tutto costa poco e non devi farti troppe domande, si, il cibo era orribile. Ma almeno la foto è uscita figa. Finito di Mangiare, sono le 4:30 del Pomeriggio è ora di un pò di street Photography

Una delle meraviglie di questa città è la varietà delle persone che vi abitano, volti con una storia, qualsiasi essa sia. Ho letteralmente amato scattare questo tipo di fotografia, in entrambi i formati, digitale ma sopratutto Analogico!

Credeteci o no ,abbiam camminato per quasi 20km, vedendo tutte le meraviglie che questa città ha da offire, compresa la via dei librai vicino piazza Dante dove abbiamo perso quasi un’ora delle nostre vite a sguazzare fra i libri ad un euro e vecchi vinili. Le mie gambe sono distrutte, il mio cuore felice.

Day 2

La giornata parte al meglio, con un giro in 127. Mi sento una star, l’eroe dei 60ntenni.

Tutti si girano verso noi, altro che ferrari devi guidare una Vecchia Fiat celestina con interni rossi per atrarre veramente l’attenzione.

Direzione Eremo dei Camaldoli di Napoli, un punto panormaico dove si può scrutare tutta la città , dove si può fuggire da tutto quel caos e mangiare uno scatolo di dolci, Circondato dal silenzio Più assoluto e da una bella vista.

UNA SORPRESA INASPETTATA

Siamo di ritorno, ci fermiamo a casa per posare quel mezzo così semplice quanto divertente e prendere la nostra amata Vespa. In città usare quella macchina diventa un rischio troppo grande. Nel garage di fianco vi è lui, un anima sarda con un cuore grandissimo, mi ha raccontato tutte le sue avventure e disavventure di quando era un ragazzo giovane e spenzierato. Ho amato ascoltare le sue parole, piene di vita e passione. Gli chiedo nel mentre se posso scattargli una fotografia. Vedendomi con la “macchinetta” in mano Mi chiede se ne volessi una “antica” a suo detto. Io felice come un bambino a Natale gli dico instintivamente di sì, ma mai mi sarei aspettato un qualcosa di così bello. Continuiamo a parlare e nel frattempo mi offre una birra, un caffè ed un cappello dell’azienda i cui lavorava, una persona fantastica e molto giovane mentalmente.

Okay, è l’ora di Ripartire verso il centro sono le 11:30, il mio treno partirà dalla stazione centrale alle 15:20. Non abbiamo meta, non l’abbiamo mai avuta e al primo parcheggio libero ci fermiamo, sotto il Castel Nuovo. Voglio entrare, voglio osservarlo dall’interno, pago il biglietto, entriamo, ed ecco il risultato. Tra arte e persone, ecco come definirei questi scatti senza tempo.Vi consiglio vivamente di Andarci.

Usciamo, ed essendo l’una il nostro primo pensiero è la ricerca di qualcosa da mettere sotto i denti , come una pizza fritta. Mezz’ora di giri a vuoto, una fila assurda per ogni locale, rosticceria. Troviamo questo buco in via Chiaia, una salumeria, dove a nostra sorpresa servono la parmigiana, è amore a prima vista. Ce la portano all’esterno accompagnate da due mozzarelle di bufala da quasi 250g l’una e delle fette di pane. Ho fatto veramente tanta fatica a finirle, ma era tutto strordinariamente buono.

Ora andiamo di corsa, sono le 15, il treno per tornare a casa parte tra 20 minuti e noi ci troviamo in questo momento a piazza del plebiscito.Sarà una corsa contro il tempo.

Ore 15:15 arrivo in stazione e nella mia testa penso già a quale treno prendere una volta perso questo . Un carabiniere vedendomi “spaesato” senza meta (perché effettivamente no sapevo ancora da dove partisse ) mi ferma chiedendomi i documenti, era ciò che mi serviva effettivamente. Gli dico che sto per perdere un treno e mi lascia andare, il mio sguardo scruta invano i tabelloni , nulla non lo trovo. Inizio a rassegnarmi quando una voce di servizio annuncia la partenza del treno dal binario 20,corro come mai prima, riesco a salire ed esattamente 10 secondi dopo, il treno parte.

Attorno vi è molto rumore, due signore sedute davanti me sparlano dei gruppi whatsapp e il sole, che tramonta. I colori sono da brividi, un arancione che illumina la carozza fa si che il tutto diventi quasi magico. Ho la pancia piena. Sono stati due giorni pieni di emozioni, in cui ho rivalutato una città che , purtroppo, ogni volta, mi lasciava sempre con un ricordo, non negativo, ma quasi. Questa volta, qualcosa è cambiato.

Potete trovare i video di quel giorno nelle mie storie in evidenza su instagram.

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